Chiesa parrocchiale San Teodoro Martire

 Intitolata a San Teodoro martire la chiesa parrocchiale di Paulilatino sorge nel nucleo antico del paese, attorno al quale si è sviluppato, nel tempo, l’attuale assetto urbano. Patrono dell’esercito bizantino, da cui il culto fu probabilmente diffuso poi in tutta la Sardegna, San Teodoro è anche il patrono di Paulilatino e si festeggia il nove di novembre. Non si conosce di preciso la data di costruzione della chiesa, ma ricadendo Paulilatino sotto la giurisdizione amministrativa dei camaldolesi stanziati a Bonarcado, l’edificazione dell’impianto originario potrebbe essere datato intorno alla fine dell’ XI secolo o all’inizio del XII, ad opera di capomastri monaci e mano d’opera locale. Della chiesa dedicata al martire Teodoro si hanno notizie a partire dal 1342, quando il canonico Giovanni Capra, Rettore della parrocchiale di Paule Latina, versa al Vescovo di Santa Giusta Lire XXV di alfonsini (Rationes Decimarum Sardiniae, n. 396). Naturalmente l’impianto originario non è più riconoscibile stravolto da ampliamenti, ripristini e superfetazioni anche recenti. La Chiesa parrocchiale di San Teodoro è in stile gotico-aragonese. L’edificio attuale presenta, comunque, strutture più tarde, probabilmente cinquecentesche, secondo la tipologia sardo-catalana con capilla mayor (capella maggiore) voltata a crociera costolonata e gemmata, cappelle laterali, copertura a capriate che fra il 1814 e il 1816 venne sostituita con le volte in mattoni. Ha una pianta a croce latina con tre navate, transetto, presbiterio e coro. Il presbiterio è rialzato rispetto alle navate e la sua volta a cupola è arricchita da un affresco rappresentante Maria Assunta in cielo realizzato nel 1827 da Luigi Barberis. La costruzione del coro risalirebbe al 1400. Il pavimento in marmo è stato fatto a spese della popolazione per iniziativa del Rettore Loi nel 1879 (come emerge dalla relazione per la visita pastorale del 1912). La chiesa presenta due ingressi: uno principale disimpegnato da una bussola lignea a tre vie e uno laterale che si apre sulla via Roma, poco distante dall’ingresso della chiesa di San Giovanni. Sempre al XVI secolo va riferito il campanile a canna quadra con paraste angolari in rilievo e slanciate specchiature attualmente coperte da intonaco. La cella campanaria ha quattro finestre archiacute e archetti pensili ogivali segnano la cornice superiore; il coronamento è piano con balaustra lapidea e merlatura a tridente. Il cupolino “a cipolla”, rivestito da coppi maiolicati policromi, è di gusto settecentesco. I lavori di costruzione della chiesa dovettero proseguire per tutto il Cinquecento, in prossimità dell’ingresso, sulla prima colonna a sinistra della navata centrale, su un concio è incisa la data MDLX [XV] 1560 e la sigla C M. Sul timpano del portone principale l’incisione 1642 potrebbe stare ad indicare la data di costruzione dello stesso portale composto da due semicolonne poggianti su alti plinti che sorreggono una doppia trabeazione dentellata e il timpano triangolare, decorato all’interno da un elegante rilievo a girali d’acanto e da una nicchia centinata con catino valviforme rinserrata entro un’edicola a timpano spezzato. Quest’ultima ricalca l’edicola rinascimentale dell’Archivietto nel duomo di Oristano, datata 1626, che servì da modello al portale stesso. Sul medesimo asse un rosone inscritto entro una cornice quadrangolare dà luce alla navata principale.

Reliquie e oggetti d'arte

La chiesa possiede le reliquie di San Teodoro e della Vera Croce e possiede diversi oggetti      d’arte: la Madonna del Pilar del 1500 e la croce parrocchiale d’argento del 1100.  

E’ conservato anche il Gonfalone, uno stendardo concesso, probabilmente, dal re di Spagna a titolo di benemerenza di guerra. La guerra citata sarebbe quella contro “sos sordaus grogus” (i soldati gialli) che invasero Oristano nel 1637. Il 26 febbraio tra i primi ad accorrere in difesa degli oristanesi i miliziani di Paulilatino che contribuirono validamente, con i compagni del Guilcier Real, a respingere i francesi. Il gonfalone venne assegnato a Paulilatino per concessione regia nel 1698 a seguito delle lamentele del sindaco e parroco Giandomenico Piras per la mancata ricompensa per i paulesi e gli abbasantesi. 

Il gonfalone, è affidato alla custodia dei confratelli e si porta ancora oggi in processione per le maggiori feste: Corpus Domini, l’Assunta, S.Teodoro. E’ riprodotto anche nel timbro parrocchiale, anche se in forma un po’ diversa. Tutte le messe dedicate ai santi si celebrano presso la parrocchia (festeggiamenti religiosi). 

San Teodoro Martire

Teodoro significa “dono di Dio”, la leggenda lo ricorda come martire di Eraclea. Era un soldato romano di origine orientale, per il suo valore salì nei gradi della carriera militare e  divenne tribuno. Durante la persecuzione di Galerio Massimiano, mentre era ad Amasea in Anatolia con la sua legione, venne accusato di essere cristiano perchè si rifiutò di sacrificare    agli dèi. 

Il governatore lo invitò ad abiurare la fede e gli concesse del tempo per ripensarci: egli andò invece ad incendiare il tempio della divinità pagana Cibele, presso il fiume Iris. Arrestato, fu sospeso al cavalletto di tortura, gli vennero strappate le unghie e fu buttato nel rogo del  tempio che ancora bruciava. Il suo corpo venne trasferito dai cristiani ad Euchaita (odierna Aukhat in Turchia), sul luogo del suo sepolcro presto sorse una chiesa e nel X secolo fu chiamate Teodoropoli.  

Le notizie della sua vita ci sono pervenute da un discorso pronunciato da s. Gregorio di Nissa nella basilica che sorgeva già nel IV sec. ad Euchaite nel Ponto ove era il suo sepolcro.                                  

Discorso poi confermato in una ‘passio’ greca di poco posteriore. 

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