In questa sezione del sito Vi proponiamo luoghi da visitare all'interno del centro abitato, per quanto riguarda i luoghi da visitare nel resto del territorio vi rimandiamo alla sezione ITINERARI

Su Pangulieri

Su Cantaru Mannu e Su Panguglieri 

La piazza principale del paese, oggi Piazza Indipendenza, per i paulesi è da sempre chiamata “Su Pangulieri”.

Il termine da cui deriverebbe dal sardo è “panga” , ha il significato di banco e fa riferimento al luogo in cui si tagliava e si  vendeva pubblicamente la carne; secondo altri invece deriverebbe da “Banguglieri” , luogo dove ai tempi del giudicato di Eleonora D’Arborea venivano esposti al pubblico disprezzo coloro i quali falsificavano il segno regolamentare per vendere i cuoi.(Cfr. art. 110 della Carta de Logu di Eleonora d’Arborea). In relazione a questo va ricordato che esisteva anticamente la figura del banditore che aveva il preciso compito di andare in piazza a proclamare gli avvisi di ogni genere. Questo si precisa perchè le piazze sono luoghi deputati a precisi compiti sociali, per cui non è un caso che là, per il posizionamento della fontana di distribuzione dell’acqua,  venga esplicitamente scelto dall’amministrazione questo luogo. Banduleri è attestato come termine di uso sardo e avrebbe il significato di vagabondo ma anche di venditore ambulante.  

Secondo un viaggiatore dell’ottocento, Henrich Von Maltzan, che visitò Paulilatino nel 1869, la domenica era l’unico giorno della settimana in cui venivano macellati gli animali ed il tutto era annunciato dal suono di un tamburo. Gli animali da macello venivano condotti in sfilata per il villaggio fino alla piazza principale dove venivano uccisi. 

Al centro della piazza è situata una fontana che i paulesi chiamano “Su Cantaru Mannu” costruita per la distribuzione dell’acqua potabile alla popolazione. E’ la più imponente fontana pubblica, costruita subito dopo l’acquedotto (terminato nel 1866, lungo km 6,594). 

La costruzione della fontana risale al 1868, sotto la direzione dell’ing. Pietro Cadolini, quando era sindaco di Paulilatino il notaio Antonio Atzori, padrone del “palazzo Atzori”. Le  spese finali per la realizzazione ammontarono a 121.644,20 lire e per coprirle il Comune contrasse diversi debiti, dovuti anche ai numerosi contenziosi nati sia con Cadolini che con l’impresa. Nel novembre 1859 con una delibera il Comune decide di comprare la casupola del cav. Deiana sita in su Banduleri per la vendita della carne mentre nel 1866, il consiglio comunale decide l’esproprio per pubblica utilità di alcune casupole site nella piazza dove andrà collocato l’edificio distributore, secondo la sistemazione dell’ing. Pietro Cadolini.  

Il quale collocò la fontana su un basamento gradinato che circonda l’edificio al quale si arriva quindi salendo tre gradini, si compone come un doppio parallelepipedo, dove in quello inferiore vengono incassate le vaschette dotate sotto di un ulteriore gradino, due per le vasche dei lati corti della struttura. 

Le bocche erogatrici sono in tutto sei, due nei lati lunghi e una nei lati corti. Una cornice con leggere modanature decora la struttura e chiudono superiormente la costruzione semplici pietre squadrate lavorate a grana fine come nel resto dell’edificio.  

Nella sommità è posizionata una statua di gusto purista in pietra di Viggiù ad opera dello scultore Luigi Rossetti Buzzi. La statua posa su un piccolo basamento di pietre, è appoggiata ad un ramo come spesso si usa fare per dare maggiore stabilità alla statua che priva di un appoggio consistente rischierebbe di rompersi facilmente per la fragilità delle caviglie.  

Nella tradizione popolare la statua prende il nome di Eva, anche se sembra plausibile l’interpretazione che forse rappresentasse l’acqua mater fecondatrice nella sua posa con il braccio destro teso indicherebbe secondo alcuni la sorgente di Sa Bubulica​

Se si osserva con più attenzione la mano della statua si nota che rimane chiusa con un pugno, come di solito si fa quando si tiene in mano qualcosa, se stesse indicando sarebbe lecito pensare che avrebbe anche l’indice proteso a enfatizzare la direzione in cui guardare. Sembra perciò una deduzione più poetica e folkloristica che realmente motivata, quella che la statua stia indicando la fonte. 

Nel 1881 l’acquedotto si trovava già in pessime condizioni, quindi il 21 marzo 1884 viene registrato l’appalto dei lavori. In relazione ai lavori della condotta viene anche analizzata l’acqua della sorgente, avendo spedito un campione di queste acque nel 1880 a Londra. Negli anni Sessanta del Novecento viene infatti pubblicato sul giornale un articolo dove si dimostrerebbe una stretta parentela chimico-fisica tra l’acqua di Sa Bubulica e quella di Fiuggi.

La condotta aveva comunque bisogno di interventi di adeguamento essendo composta ancora da tubi messi in opera da Cadolini, e avendo subito pesanti danni durante la seconda guerra mondiale quando i militari di istanza nei pressi del serbatoio lo usarono addirittura come piscina d’estate. Si procedette infatti all’adeguamento dell’acquedotto nel 1975 e lo spostamento del serbatoio. 

La piazza e i viali circostanti erano caratterizzati da suggestivi olmi ammalatisi di grafosi che vennero curati nel 1966 da un istituto americano. Al giorno d’oggi non c’è traccia dellasuggestione che spinse gli americani a curare questi alberi ed è conseguenza del rifacimento della piazza che avvenne nel 1990, su un progetto approvato nel 1988. Il progetto che prevedeva il rifacimento della pavimentazione della piazza in granito rosa, riportando la fontana al livello originale e il taglio dell’ultimo superstite di questi famosi olmi, destò numerose polemiche tra gli abitanti del paese che arrivarono addirittura a firmare una  petizione con l’intento di bloccare i lavori. Si procedette comunque alla realizzazione del progetto previsto con il granito, che difficilmente si trovava tradizionalmente in paese, della varietà rosabeta di Gallura e cordonate di basalto. La scelta di questa pietra era stata  giustificata dal fatto che fosse quella che più si avvicinava al colore della statua di su cantaru  mannu e che avrebbe fatto risaltare il nero del basalto della fontana. Senza entrare nel merito di questo progetto, di sicuro la pulizia alla statua della fontana fatta durante i lavori ci permette di avere testimonianza del colore originario della statua. 

Museo Palazzo Atzori

Via Nazionale 127

Telefono 078555438

Inaugurato nel 1995, il Museo, che occupa una casa padronale sette-ottocentesca, comprende numerosi oggetti di interesse etnografico che documentano la vita agro-pastorale nel circondario (il pezzo forte è la stanza del Pane), mentre la sezione archeologica è ricca di reperti provenienti dagli scavi del complesso nuragico di Santa Cristina.

Informazioni
 Apertura: estate, martedì-domenica 9.30-13 e 15.30-18, inverno, martedì-domenica 9.30-13 e 15-17.30; variazioni in base ai periodi stagionali
Condizioni di visita: ingresso a pagamento

Biblioteca Comunale "Don Peppino Murtas"

Via Pia - Piazza San Teodoro

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Vi consigliamo inoltre di visitare il nostro suggestivo CENTRO STORICO con le sue caratteristiche strade in acciotolato e lastricato, le sue case con muri in basalto. Altra meta sempre all'interno del centro abitato è la Domus de Janas all'incrocio tra la Via San Lucifero e la via Carlo Alberto, inoltre percorrendo la via Alessandro Volta si Giunge al nuraghe Putzu Pili. Per visualizzare correttamente l'ubicazione dei punti di interesse è possibile consultare la mappa presente su questo sito : Info e mappa