Chiesa San Sebastiano

La chiesa di San Sebastiano del XVII secolo è la più recente delle chiese di Paulilatino. Probabilmente un tempo chiesa campestre è stata successivamente inglobata all’interno del cimitero del paese. Pare sia stata edificata in segno di devozione e di ringraziamento al Santo dopo la grande pestilenza che colpì l’Isola nel 1652-56 decimando la popolazione del paese. A Paulilatino si registravano anche 27 morti in un solo giorno. La Chiesa molto semplice ha una pianta rettangolare e 2 ingressi: uno principale, posto proprio di fronte all’ingresso del cimitero, e uno laterale. È costituita da una navata, in fondo alla quale è posto un altare in muratura a tre nicchie con al centro la statua di San Sebastiano. Ai lati dell’altare due accessi permettono l’ingresso in sagrestia. Del tutto priva di finestre laterali la chiesa prende luce da una finestra rettangolare posta sulla facciata e nel retro da una finestra a mezzaluna che si trova in sagrestia. Durante l’ultimo restauro il pavimento è stato rifatto in cotto e in pietra basaltica. Sul lato destro della facciata si erge una piccola torre campanaria. Accessibile tutto l’anno negli orari di apertura del cimitero vi si celebra la messa esclusivamente in occasione della festa di San Sebastiano il 20 gennaio e nel mese di novembre per Tutti i Santi.

San Sebastiano Martire

Soldato romano nato a Narbona o a Milano, Sebastiano raggiunse le più alte cariche e venne stimato dagli imperatori Diocleziano e Massimiano. Per la sua fedeltà e lealtà ebbe il comando della prima coorte di pretoriani. L’intensa propaganda cristiana e la cura dei   carcerati nelle quali si prodigava non passarono inosservate e i suoi detrattori lo accusarono di essere di essere cristiano. Condannato al supplizio, fu legato ad un palo e colpito da tante            frecce da sembrare quasi un riccio (quasi ercius). Curato dai cristiani guarì e fu pregato di lasciare Roma. Sebastiano invece volle affrontare i due imperatori mentre si recavano al tempio di Ercole, e fu nuovamente arrestato e ucciso con la flagellazione. Dopo essere stato gettato in una cloaca dai persecutori, il suo corpo fu sepolto presso la tomba dei Santi Pietro e Paolo sulla via Appia. 

In Sardegna è molto venerato, perché considerato protettore contro le pestilenze. I festeggiamenti si svolgono il 20 gennaio nel piazzale antistante il cimitero, dove alcuni tronchi cavi,in sardo sas tuvas,vengono arsi in onore al santo.